Scritto da Alessandro Nepi, Mollie Pritchett ed Emma
Mercoledì 30 Dicembre 2009 08:55
Sta nascendo una nuova era per il cinema moderno. La tecnologia visiva travolge lo spettatore che viene sommerso da colori e suoni sempre più vividi. Personalmente non sono mai stato un appassionato di film che implichino scene elaborate al computer e quando mi è stato chiesto di vedere “Avatar” negli Usa ho ubbidito a torto collo solo in virtù di una storica amicizia. Così mi sono ritrovato in un cinema di Pittsburgh. In aggiunta ad alcuni gadgets essenziali se si voglia vedere un film in un qualunque cinema americano (pop corn, soda e una ragazza), mi sono stati consegnati i tanto attesi occhiali 3D, necessari per la visione del film.
Regia James Cameron Interpreti Sam Worthington, Zoë Saldaña, Sigourney Weaver
Così si inizia. Per prima cosa i trailers dei prossimi film, anch’essi da visionare in 3D. Degno di menzione è sicuramente il tanto atteso “Alice in Wonderland” (Alice nel paese delle meraviglie) che annovera nel proprio casting attori eccezionali quali Johnny Depp e Helena Bonham Carter. Già dai trailers lo spettatore può già percepire che sarà travolto dal film che seguirà. Ma ancora si è lontani dall’immaginare quello che succederà quando Jake Sully entrerà nel corpo dellAvatar e si avventurerà nella foresta di Pandora per incontrare il proprio destino.
Jack Sully, un ex Marine costretto su una sedia a rotelle e fratello gemello di un eroe caduto in guerra, è scelto da un gruppo di scienziati stazionati su un lontano misterioso pianeta chiamato Pandora. Iniziata come un progetto di ricerca scientifica per scoprire le meraviglie naturali del nuovo pianeta ed entrare in contatto e stabilire un rapporto amichevole e di reciproca conoscenza con i suoi abitanti, la missione viene in breve tempo trasformata in una corsa sfrenata all’accaparramento delle risorse naturali di Pandora da parte delle autorità supportate dall’appoggio dell’esercito. Allo scopo di entrare in contatto con gli abitanti di Pandora, i Na’vi, gli scienziati creano una macchina che permette al cervello umano di trasferirsi nel corpo di un Avatar plasmato in modo da rispecchiare, nei minimi dettagli, quello dei Na’vi.
La missione di Jake consiste nell’entrare nel proprio corpo Avatar e avvicinare i Na’vi, secondo le istruzioni degli scienziati, per conoscere le loro abitudini, ma, allo stesso tempo, persuaso dal Colonnello Quaritch e dalla promessa dei soldi necessari ad operarsi e tornare a camminare, per ottenere la loro fiducia, studiarne i segreti e contribuire al loro allontanamento dal loro villaggio, un gigantesco albero che poggia su un giacimento immenso di un prezioso materiale tanto ricercato dalle autorità. Gli eventi che seguono si susseguono ad un ritmo e velocita’ che, unita alla tecnologia in 3D, sciocca gli spettatori.
La storia del film non spicca per originalità rispetto a quella tipica di molti altri film, ma quello che fa saltare lo spettatore dalla poltrona è il tempo che e’ stato impiegato nel creare gli effetti speciali e l’intricato immaginario del film.
Infatti, nel creare “Avatar” è stata utilizzata la tecnologia piu’ avanzata per creare un nuovo mondo servito allo spettatore su un piatto d’argento. L’utilizzo della tecnologia 3D lo trasporta, infatti, all’interno di Pandora in un modo che le due dimensioni non riuscirebbero a fare ipnotizzandolo all’interno dello stesso fino all’ultimo minuto. Mentre la visione di un film in 2 dimensioni sembra creare una barriera tra noi e lo schermo impedendo di entrare in modo completo all’interno del mondo offertoci, le tre dimensioni distruggono invece quella barriera.
I personaggi animati sono il frutto della mimica di attori famosi in carne e ossa, filmati inizialmente da “close up cameras” (videocamere piazzate a distanza ravvicinata dal volto dell’attore) per raccoglierne le espressioni facciali utilizzate poi dal computer.
James Cameron è la forza motrice dietro a questo capolavoro. Uno dei momenti più commoventi, almeno secondo la nostra modesta opinione personale, si ha quando Jake entra nel corpo del proprio Avatar per la prima volta. Essendo stato costretto da una ferita di guerra a vivere in una sedia a rotelle nella vita reale, non appena percepisce la nuova forza del proprio nuovo corpo non riesce a controllarsi e scappa fuori dal laboratorio iniziando a correre, percependo ogni piccolo passo come fonte di gioia e sorpresa nel riscoprire il piacere di vivere. La scena è toccante e mette in evidenza l’intera tematica dell’anima intrappolata nel proprio involucro-corpo, un involucro a volte troppo stretto, così come per un uccello intrappolato in una stretta gabbia.
Questo e’ uno di quei film che deve essere visto al cinema e non dovete in alcun modo aspettare che esca il dvd per vederlo.
leggendo questa recensione ti ho odiato tantissimo x_x
anch'io voglio trovarmi per caso in america e vederlo..... non vedo l'ora che arrivi il 15 gennatio T_T